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Universo Ipazia per un consapevole benessere
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Nonostante il corpo venga sempre più esibito ed ostentato ed abbiano perso forza certe forme di morale e di dettami religiosi, in molti continuiamo ad avere un rapporto difficile con il nostro corpo e la nudità e preferiamo nasconderlo, odiarlo, rinnegarlo o semplicemente vivere come se non esistesse.

In questo modo però ci priviamo di una parte fondamentale della nostra vita e del nostro “essere”.

 

Mentre ci sono persone ossessionate dalla forma fisica, molte altre sono in conflitto continuo con il corpo (anche l'ossessione per la forma lo è però), lo sottopongono a privazioni e umiliazione.
Parlando di “privazioni” non mi riferisco solo a quelle alimentari ma anche a quelle relative ad una fisicità libera e felice.

Un corpo appesantito e ingozzato di cibo, indebolito, rinnegato o nascosto è un corpo privato della sua funzione primaria di esprimersi con istinto e spontaneamente, secondo il suo potenziale naturale.

Il nostro corpo è di una complessità e perfezione ineguagliabili eppure non pensiamo mai a lui in questi termini, nei termini di un’opera d’arte meravigliosa che ci è stata donata.
Più spesso lo trattiamo con indifferenza, lo nascondiamo o ne traiamo imbarazzo.

PERCHE'?
Retaggi culturali e religiosi non ci aiutano certo in questa ricerca di spontaneità, abbiamo direttamente o indirettamente assimilato una morale che ci impone ciò che è giusto e sbagliato.

Ma anche perché abbiamo lasciato ad altri la possibilità di decidere cos’è bello e cosa invece va nascosto e negato, perché ci siamo convinti di come DOVREMMO essere e il nostro vero ESSERE non ci sembra mai adeguato e mai all’altezza.
Viviamo condizionamenti sociali talmente forti da non lasciare spazio alla spontaneità e se non si ha una forte autostima ogni sguardo può essere interpretato come una valutazione:
     troppo grasso?
     cellulite?
     cedimenti?
     fianchi larghi?
     pancetta?

Le persone che vivono in modo libero anche la loro fisicità emanano una luce diversa, una leggerezza e sicurezza che piace ed attrae. Per questo a volte troviamo inspiegabile (secondo i nostri canoni condizionati) il fascino che esercitato persone che troveremmo oggettivamente “brutte”.

Facciamo parte della natura no?
Quale altro animale oltre all’uomo si pone il problema del corpo? Quale animale non vive al massimo del suo potenziale perché condizionato dall'estetica?
Il corpo ha un ruolo "funzionale", ci serve per vivere al meglio, solo l'essere umano lo ha investito di così tanta simbologia da arrivare a non viverlo più per ciò che è realmente: uno strumento.

E IL CORPO NUDO?

E' il primo tabù impostoci dalla religione sin dai tempi della vergogna di Adamo ed Eva dopo il peccato originale. 
Ne è passato del tempo, eppure la nudità ci fa sentire indifesi, scoperti davanti al giudizio altrui, vulnerabili.

Forse per uscire da questa prigione ed iniziare a godere pienamente di questo dono meraviglioso, “si potrebbe tornare a sentirlo” e per farlo dobbiamo risvegliare i nostri sensi, facendo come facevamo da bambini, quando ogni sensazione ci rubava letteralmente, quando si prendeva la Nutella con le dita e si entrava in un’estasi totale, senza ricordarci del mondo attorno.

Non dimentichiamo che il corpo ha una grande capacità di autodiagnosi e di autoguarigione e che alcuni malesseri possono essere segnali di problemi anche molto lontani dal sintomo. Se impariamo a non ricorrere subito ai farmaci al primo dolore ma cerchiamo di capire ciò che proviamo, ci sottoponiamo a controlli medici e analizziamo il nostro stato d'animo potremmo  capire che a volte ciò che è represso trova nel corpo una via d'espressione.

Qualche momento quotidiano di silenzio e relax nel quale sentire ciò che siamo fisicamente può essere di grande aiuto per ricollegarci in tutte le nostre parti.

  • Ci hanno insegnato a non mangiare con le mani, una delle cose più belle e liberatorie che io conosca.
  • Ci hanno insegnato a portare le scarpe e le calze quando camminare a piedi nudi soprattutto sulla sabbia o nell’erba è un’ esperienza meravigliosa.
  • Ci hanno insegnato a non annusare i piatti prima di assaggiarli perché non è educato.
  • Ci hanno insegnato che “dopo una certa età” (quale?) non ci si deve vestire in un certo modo o portare i capelli lunghi.
  • Ci hanno insegnato a non toccare le persone, a rimanerne alla giusta distanza e in molti mal sopportiamo chi ci appoggia sul corpo una mano mentre ci parla.

E SE DISIMPARASSIMO TUTTO?

Se come insegnano tante scuole di pensiero riscoprissimo in nostro corpo per le infinite possibilità che ha di darci sensazioni, brividi, emozioni? Se lo considerassimo con la dovuta sacralità che si deve a qualcosa di così perfetto da continuare in tutte le sue funzioni anche quando non ci pensiamo e non badiamo a lui?

Non si tratta di avere un approccio necessariamente mistico ma di riappropriarci di ciò che è nostro, di ciò che siamo capaci  di “sentire” con tutti i nostri "sensi" e che dovremmo rivendicare.

Cosa facciamo con le persone e le cose che amiamo? Ce ne prendiamo cura, le miglioriamo, le mettiamo nella luce migliore.
Se cominciassimo a farlo anche con noi stessi?
Se iniziassimo a guardarci con nuovi occhi che non siano sempre alla ricerca del difetto che CI HANNO INSEGNATO a cercare ma stupendoci per ogni nostro dettaglio, per ogni particolare che ci rende unici?

“Amare se stessi” è una frase abusata ma poco applicata, mette imbarazzo, sembra roba da sfigati.

Ma amarsi significa assecondarsi, perdonarsi, apprezzarsi e prendersi cura di ciò che si è con quella tenerezza che sappiamo riservare agli altri, ai compagni di vita, ai figli, agli amici, ai colleghi.
L'idea di "amare te stesso" ti fa sorridere? Ti imbarazza? Come puoi allora aspettarti che ti amino gli altri? Possono farlo perchè sono tonti visto che in realtà non lo meriti?

Solo iniziando a curare questo nostro corpo ascoltandone le reali esigenze potremo nutrirci spontaneamente in modo sano ed equilibrato, muoverci come ogni corpo necessita di fare per rimanere sano, elastico e in equilibrio con la mente e potremo riservargli quei piccoli piaceri che lo fanno stare bene.
Una doccia non frettolosa, una crema spalmata riscoprendo la pelle, un automassaggio a gambe e caviglie stanche.

E’ estate, il momento in cui il corpo è maggiormente esposto, quale momento migliore per guardarlo, toccarlo, riprendere confidenza con lui, accettarlo con gratitudine e donargli cure e coccole come merita e come meritiamo.

Ognuno di noi è unico, nei pensieri e nel corpo. E' un mistero affascinante no?!

Solo cambiando l'approccio con noi stessi, senza aspettarcelo sempre dagli altri, forse non sarà più così difficile presentarsi in spiaggia, affrontare una serata che ci imbarazza o vivere una sessualità libera e vera.

Un consapevole benessere viene da dentro ma poi chissà perchè emerge e gli altri lo vedono!

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