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Universo Ipazia per un consapevole benessere
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Descrizione:

Il Cardo mariano (Silybum marianum) è una pianta vigorosa, annuale o biennale, che cresce sui suoli rocciosi aridi nell’Europa meridionale e occidentale e in alcune parti degli Stati Uniti. Lo stelo ramificato raggiunge un’altezza da 30 cm a 1 m e porta foglie alterne, lucide, di colore verde scuro, con margine dentato spinoso. La fioritura (capolini solitari rosso porpora) si verifica da giugno ad agosto. I frutti sono acheni oblunghi, più stretti alla base e compressi lateralmente, provvisti di un pappo all'apice. Maturano in piena estate e in seguito all'apertura dei capolini vengono disseminati dal vento.
La droga è costituita da semi, frutti e foglie.

Composizione chimica:

Il fitocomplesso è composto principalmente da: silimarina (una miscela di flavolignani, in particolare: silibina, silidianina e silicristina). Gli estratti impiegati in Europa sono standardizzati con un contenuto del 70-80% di silimarina.

Storia ed uso tradizionale:

L’uso tradizionale più diffuso di questo estratto vegetale fu quello di stimolare la produzione del latte nelle donne in allattamento. In Germania era usata anche per trattare l’ittero e le discinesie biliari.

Applicazioni:

La scoperta del principio attivo silimarina e la sua caratterizzazione come epatoprotettore derivano, come spesso accade, dall’osservazione empirica degli effetti della droga sui disturbi del fegato. Ad oggi il Cardo mariano viene ampiamente impiegato per sostenere le reazioni di detossificazione o nel trattamento di disturbi epatici più gravi, epasono stati condotti infatti numerosi studi clinici per confermarne l’uso in caso di: steatosi epatica, epatite cronica, cirrosi e stasi biliare. L’effetto della silimarina in questi disturbi è stato confermato da dati istologici, clinici e di laboratorio.
La silimarina ha mostrato due principali capacità: di inibizione dei fattori responsabili dei danni epatici (radicali liberi, lipossigenasi) da una parte e di stimolo della crescita di nuovi epatociti e di fattori protettivi (glutatione, superossidodismutasi). Forse l’azione più interessante del Cardo mariano sul fegato è la sua capacità di stimolare la sintesi proteica; questa azione ha come risultato un aumento della produzione di nuovi epatociti per sostituire quelli danneggiati. In sintesi è possibile affermare che la silimarina esercita azione protettiva ma anche riparatrice sul fegato.

CURIOSITA':

La leggenda narra che il nome "mariano" derivi dal fatto che fuggendo da Erode, Maria si nascose sotto un grande cardo e allattando Gesù perse alcune gocce di latte che macchiarono le foglie della pianta.

E' una pianta senza vanità, con foglie dure e spinose e che il più delle volte possiamo trovare ai bordi delle strade e dei canali.

E' largamente usato in cucina, dopo averlo pulito con molta cura, sia crudo che cotto, per preparare sformati o come contorno.



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